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di nuovo Turchia sono con mia moglie, sono passati 4 anni dall'ultima
volta e faccio fatica a riconoscere questo paese, strade che non
esistono più, sostituite da nuove arterie di comunicazione
costruzioni ovunque. A Pamukkale la volta prima avevamo dormito
da un contadino, credo che ci saranno stati 8-9 nuclei abitativi,
ora c'è una cittadina. Scendiamo lungo la costa fino ad
Antalya, risaliamo verso la Cappadocia e di nuovo ad Istanbul,
per concludere il tutto con 2 giorni sulle spiagge di Parga in
Grecia, un luogo che diventerà in seguito una meta abituale.
1990
il contachilometri del TT a superato i 100000 km, decido a malincuore
di cambiarlo, acquisto una Super Tenerè e il rodaggio è
un viaggio in Spagna. A marzo è accaduta una cosa che raccontarla
ha dell'incredibile ma è parte di me stesso. Io e Primo,
un amico del Moto Club Città di Assisi, decidiamo per un
viaggio in Egitto. Prepariamo tutto con cura, viaggio fino ad
Atene e da lì nave dell'Adriatica che partita in precedenza
viaggia come una mini crocera, noi per non perdere tempo scegliamo
questa soluzione. Al porto del Pireo di Atene, ci ritroviamo in
tanti davanti al molo in attese della nave, 2 motociclisti tedeschi
ed altrettanti in fuoristrada. Morale quella nave che tutti ci
avevano assicurato, vendendoci il biglietto non arriverà
mai, perché è ancora in costruzione, siamo partiti
il mercoledì da casa alla domenica eravamo di nuovo in
Italia, che dire si commenta da solo.
1991 luglio si torna in Grecia mia moglie è attratta da
questo paese, caldo mare e gente allegra, poi a settembre mi imbarco
a Venezia, ah questa volta non ci sbagliamo. La nave c'è
ed è al primo viaggio, dopo 4 giorni sbarchiamo ad Alessandria,
poi visitata la piana di Giza, scendiamo lungo il Nilo, Asyut,
Luxor, Assuan, la Valle dei Re e delle Regine. Sono le 4 del mattino
quando lasciamo Assuan per Abu Simbel, il sole appare come una
palla che fa fatica a salire in cielo, alle 8 arriviamo al punto
estremo dell'Egitto. In concomitanza c'è una tappa del
rally dei Faraoni, è il giorno in cui Ciro De Petri e La
Porte fanno segnare di velocità massima 189 e 187 KM/h.
Risaliamo lungo la costa attraversiamo il Canale di Suez, Monte
Santa Caterina. A Nuweaba traghettiamo per Agaba, Giordania, visitiamo
Petra e Wadi Rum caro a Lawrance di Arabia. Di nuovo Cairo e poi
Alessandria. Un viaggio nella storia lo sognavo dai banchi di
scuola.
1992
nasce Veronica resto a casa.
1993
Con Primo e Mauro di Roma partiamo alla volta del Marocco tutto
via terra. Attraversiamo tutto l'Atlante, le città Imperiali,
il deserto fino a Zagora, risaliamo verso nord, attraverso le
Gole della Dodra e del Dedes, strada bianca, oggi non più
predomina l'asfalto, quando arriva il turismo di massa e le esigenze
cambiano.
1994
Oramai siamo affiatati, con Primo sbarchiamo a Tunisi, ci dirigiamo
a Touzer, dove incontriamo Elio e Aldo di Torino, per 2 giorni
siamo insieme. Da Douz arriviamo a Kashar Ghilan, ci lasciamo
con un progetto per l'anno dopo, loro restano in Tunisia noi ci
dirigiamo in Libia. Tripoli, Sabrata, Leptis Magna città
natale del Console Settimio Severo, poi scendiamo verso Ghadames,
lì insieme ad un titolare di un'agenzia che sta accompagnando
dei tedeschi per futuri Tour, scendiamo verso Ghat, bellissimo.
Lungo la pista mi vengono in mente le parole di Ciro De Petri
contattato prima della partenza : "la Libia in fuoripista
un autostrada" detto da lui una cosa normale per me una cosa
fuori luogo.
1995
Sbarchiamo a Lima io Gianni Elio e Aldo l'idea maturata sulle
piste tunisine diventa realtà. Sdoganate le moto scendiamo
verso sud costeggiando sempre l'Oceano Pacifico. Tocchiamo Nazca,
Arequipa, poi entriamo in Cile, dopo Arica dove prendiamo informazioni,
saliamo sulle Ande alla volta della Bolivia. Abbiamo imbarcato
circa 60 lt di Benzina, tra serbatoio, taniche supplementari,
e latte acquistate al momento. Dormiamo per 2 notti in tenda,
la notte fa freddo, siamo ben equipaggiati, è dura viaggiare
così carichi, ma andiamo avanti. A un cantiere cileno,
dove si estrae rame ci danno benzina e scorte alimentari. Al confine
tra Cile e Bolivia incontriamo Alois un ragazzo austriaco, da
sette mesi gira il sud America in bici, in un momento tutte le
nostre difficoltà svaniscono nel nulla. Steppa, Salar paesi
con San Juan, dove un gruppo di bambini ci spiega che non c'è
scuola perché il maestro è andato a ritirare la
paga, quando torna? Tra 2-3 giorni, il tempo ha un'altra dimensione.
Quando mettiamo le ruote sul Salar di Ujuny non crediamo ai nostri
occhi, Km e Km di uno strato duro , che sotto l'effetto del sole
riflette in maniera accecante. Arriviamo ad Ujuny con 6-7 litri
di benzina ciascuno, il più è fatto ma le sorprese
non sono finite. Risaliamo verso Oruro , la Paz, il Lago Titicaca,
l'attraversiamo, poi Puno e infine Cuzco l'antica capitale INCA.
Partiamo alla volta della Valle dell'Urubamba, nei paesini che
attraversiamo ci gridano Inca Rally, associamo all'evento organizzato
dall'Acerbis. Scendendo verso Ollantaitambo, becco un buca, più
di una buca è un cratere, la ruota avanti passa quella
dietro no, ruzzolo per un 20 metri sono in discesa, quando mi
fermo resto immobile, mi guardo intorno, ci sono provo ad alzarmi
e sento una fitta alla spalla destra, la clavicola se ne andata,
la moto ha subito dei danni alle plastiche, per il resto funziona.
A Cuzco vengo visitato la radiografia conferma la rottura, la
prima notte soffro con l'ingessatura che mi fa vedere le stelle.
Al mattino la taglio e me la tolgo va meglio, si va a Machu Picchu
, stringo i denti, vado avanti con infiltrazioni di Voltaren.
Devo decidere come riportare la moto a Lima, stringo i denti e
non solo, 700 km ci separano dalla capitale, ci arrivo , pensavo
peggio.
1996
Messico Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costarica, Panama, viaggio
nel cuore della storia e delle cultura, ma anche delle tante contraddizioni
che sono il comune denominatore di questa parte di mondo. Siamo
al culmine della protesta in CHIAPAS, l'attraversiamo ogni 15
km posti di blocco militare a Frontera Corazal, traghettiamo con
delle imbarcazione tipiche di questi luoghi, le moto l'abbiamo
fatte salire in fila indiana, quando arriviamo in Guatemala la
situazione si complica sia per tirare fuori le moto, sia per convincere
l'addetto di Dogana a rilasciarci 3 pass per le moto, anche lui
ha ragione fino ad allora solo le persone andavano e venivano
ma 3 moto proprio no.
1997
nasce Giulio resto a Casa.
1998
Se fino ad ora avevamo sofferto le situazioni climatiche, le difficoltà
politiche, a Calcutta in India, soffriamo la burocrazia. Spendiamo
5 giorni in dogana tra un ufficio ed un altro, alziamo la voce
e forse qualcosa si muove. Al venerdì ci ritroviamo in
un campo che funge da deposito container con 2 guardiani armati
e altre persone che ci aiutano a rimontare le moto. Alle 11 della
sera sfrecciamo per le vie della città con una facilità
che rasente l'incredibile, sarà l'ultima volta. Entriamo
in Bangladesh, a Dacca la polizia è costrette a scortarci
in hotel, la curiosità della gente aveva bloccato il traffico
creando un ingorgo mostruoso. Risaliamo verso nord, a dei posti
di frontiera mentre da lato Bangladesh ci danno l'ok al transito,
gli indiani ci rimandano indietro, non abbiamo capito il perché
ma di là noi non possiamo passare. L'incontro con Dune
un agronomo che parla un inglese perfetto ci toglie da pasticci.
Con il suo aiuto dopo aver vagabondato per risaie giungiamo sulle
rive del Gange. Da li passare in India ci dividono 2 ore di navigazione,
con i locali stupiti del fatto che abbiamo caricato le moto sull'imbarcazione
come sacchi di patate. Una volta in India saliamo verso Darjiling,
poi il Nepal e di nuovo l'India con la maestosità del Taj
Mahal, il Ragiastan per finire a Bombay, nome che nessun indiano
capirà, Mumbay è la pronuncia corretta.
1999
La meta è di quelle da sogno oltre la realtà Mongolia,
tanto lontana quanto desolata con spazi infinite, steppe, deserto
e altopiani, in pratica tolti i 15-20 chilometri di asfalto intorno
alla capitale il resto è tutto in fuoristrada.
2000-2001
Viaggio nella storia per i paesi attraversati e le città
che sono state crocevia e luoghi d'incontro di civiltà
, peccato che l'organizzazione per una serie di vicende subisce
il ritardo della partenza di un mese e mezzo, con gravi difficoltà
durante il trasferimento dall'Asia all'Italia. Le
cifre 10500 KM percorsi, 7 paesi attraversati con temperature
che oscillano da 8 a -15 gradi, con neve e gelo sul percorso.
Le moto sono 3 Cagiva Navigator, messe a disposizione dalla casa
Varesina, è un test nel test, per le moto e per noi, io
Giorgio Ricci e Pierfelice Finocchi. Partiamo da Taskent, Uzbekistan
, poi Turkmenistan, Iran, Turchia, Siria, di nuovo Turchia- Grecia,
Italia. Visitiamo città come Samarcanda, Bukkara, Mashad,
Theran, attraversiamo il Kurdistan turco con tanta neve sul fondo
stradale, visitiamo Aleppo e Palmira in Siria, quando sbarchiamo
a d Ancona qualcuno ci chiede da dove veniamo Uzbekistan, questa
è la risposta, dove? Lasciamo perdere sarebbe un'altra
storia. Questo viaggio è stata l'occasione per portare
un messaggio di Pace a tutti i governi dei paesi attraversati
un ringraziamento doveroso al Ministero degli Affari Esteri e
alle nostre rappresentanze Diplomatiche dei paesi attraversati.
2002
Logisticamente il viaggio più facile anche se dall'altra
parte del mondo, complice anche alcune amicizie in Italia e Tailandia
che ci aiutano nell'organizzazione. Il periplo del viaggio ha
come città di partenza Bangkok, attraversiamo il Laos,
il Vietnam, la Cambogia per poi rientrare in Tailandia, un viaggio
bellissimo con incontri e realtà culturali che cambiano
rapidamente, ma in alcuni casi anche tanta incomprensioni per
eventi storici che hanno caratterizzato popolazioni, di quella
vietnamita conosciamo tutto, ma di quella cambogiana no un popolo
ferito nella dignità passato inosservato per decenni, che
ancora oggi vive la tragedia di 40000 mine sotto terra. E' l'ultima
volta che viaggio con Elio e Aldo, l'anno dopo Elio si organizzerà
con un viaggio che lo porterà in sud America, Aldo sparirà
dall'Italia facendo perdere le sue tracce, scelte di vita che
non cambiamo i ricordi e il rispetto per le persone.
2003
L'idea di dove andare e ben chiara l'Iran , cerco qualcuno che
si aggreghi al viaggio, alla fine parto da solo, mi imbarco ad
Ancona di sabato pomeriggio dopo essere arrivato al porto con
il regolatore fuori uso. Sbarcato in Turchia, con l'aiuto di Antonio
e Giuseppe 2 ragazzi italiani che lavorano qui, trovo il regolatore
da una specie di meccanico, è di un Honda Dominator, proseguo
per la Cappadocia. Più vado ad est più i ritmi e
le situazioni politiche cambiano, prima del confine immortalo
l'Ararat sempre innevato. Entrato in Iran constato che il prezzo
della benzina è come quello di 3 anni prima 0,08€
un'eresia. Scendo a sud Esfhan, Persepoli, Shiraz, poi Kerman
e la mitica Bam. A questa città sono legati 2 eventi uno
triste che è quello del terremoto di 6 mesi più
tardi che la cancellerà radendola al suolo, come chi lo
fa con un segno di matita con una gomma. Poi incontro Ralf e Caroline,
da 2 anni in viaggio di nozze dalla Nuova Zelanda anche lei ha
la sua moto. Nel parlare mi chiedono se conosco Enio Cavallucci,
chi rispondo quell'italiano che da 4 anni gira in Indocina? Ci
siamo conosciuti al confine tra Tailandia e Laos, strano il mondo.
Risalgo verso Theran, poi il confine turco, costeggio i Mar Nero,
sosto ad Istanbul, 300 km prima mi sono ricongiunto con Giuseppe
partito per un viaggio in Turchia.
Arrivo a casa ho percorso circa 11000 km, il Super mi sorprende
sempre di più.