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Passaggio a Sud Ovest 2014: Report #7

Da Dubai verso casa

25-09-2014

Con 3 ore di volo mi trovo catapultato a Dubai, il paradiso sulla terra come mi disse un giorno un amico. Una città proiettata verso il futuro, con un centro finanziario di rilievo ma con tanto di centri commerciali dallo shopping a misura di portafoglio.

26-09-2014

In attesa della moto vado alla scoperta della città, il caldo è il mio nemico anche se qui l’umidità è inesistente. Prima destinazione Dubai Mall, un centro commerciale a 2 passi dal Buri Kailifa il grattacielo più alto del mondo.

Perdersi nei piani di questo immenso centro commerciale è cosa normale, per una scappatoia al caldo esterno, solo dopo le 20 di sera si respira, quando prendo la metro e vado a Dubai Marina, dove incontro Domenico Serra titolare del Ristorante Cucina Mia, tutto in rigorosamente in stile con la miglior tradizione napoletana. Domenico è un ragazzo alla mano, pacato e dall’accoglienza oltre ogni aspettativa almeno per me che non lo conosco. Dopo cena mi riaccompagna all’hotel, passando per  Burj al Arab meglio conosciuta come la Vela un simbolo di Dubai nel mondo.

27-09-2014

Oggi si va al Mall of Emirates altro centro commerciale dalle mille stravaganze, la moda è quella che la fa da padrona, ma se al Dubai Mall era l’acquario l’attrattiva dai grandi ai più piccoli, qui va in scema la pista di neve artificiale, meno 3 gradi segna il termometro, mi immagino che tipologia di tecnologia sia stata usata, ma siamo negli Emirati, un paese proiettato nel futuro, se quello che mi si dice sarà il futuro, troveremo qui ogni bellezza del mondo riprodotto in scala naturale, il turismo come secondo obbiettivo di sviluppo, posso crederci vedendo di che cosa si è stati capace di realizzare.

28-09-2014

Giornata a spasso per Dubai, la moto che doveva arrivare in nottata slitta di un giorno, non posso farci nulla.

Mentre la sera sarà da incorniciare ospite di Saleh Jamal Alsharif un contatto di un amico iraniano. Mi viene a prendere in Hotel, la moto accumuna e cosi via  al Bikers Caffè un ritrovo di motociclisti, siamo in compagnia dei suoi amici un accoglienza calorosa per un biker in solitaria, sarò suo ospite anche la sera successiva andando conoscere altri amici, con una scorazzata per le vie di Dubai in moto lui con la sua io con la mia.

29-09-2014

Appuntamento con la persona dell’agenzia per ritirare la moto, andiamo in aereoporto si inizia con la dogana ma prima di dare l’assenso pretendono assicurazione mi sembra anche logico, non lo è trovare una agenzia che assicura la moto dopo più di un ora finalmente c’è qualcuno che la fa 70€ per un mese non poche ma non ho scelta. Torniamo in aereoporto tutto o, si va al terminal dove trovo una sorpresa, la moto è arrivata ma non è stata caricata sul sistema e non si trova e te pare, aspetterò fino alla 19 per sentirmi dire, questa notte al cerchiamo, sconsolato torno in albergo. Per fortuna la sera Sono ancora con Saleh.

30-09/ 04-10 -2014

E’ il giorno della verità, la moto è nella zona doganale viene portata fuori per il controllo telaio poi caricata su un furgone e finalmente fuori dall’aereoporto, scelgo un luogo sotto una pianta con una fabbrica che lavora legnami hanno il muletto per scaricarla. Sotto gli occhi sbalorditi di operai stranieri rimonto il tutto, l’uomo dell’agenzia rimedia 2 lt di benzina giro la chiave la kappona non dice mai di no. Nel frattempo sono in attesa del visto dell’ Iran, ho fatto richiesta online, l’avrò solo il lunedì successivo, causa anche un festa religiosa di 3 gg che blocca tutte le attività, sarà l’occasione per andare al mare e in giro per le chicche di Dubai ma anche l’occasione con Luca un ragazzo di Rimini che ha la moto per spendere un giorno in Oman la parte superiore, questo stato è diviso in due dagli Emirati

05/05-10-2014

E’ lunedì di buon ora mi reco al consolato Iraniano, con la copia del numero del visto, va bene ma devo registrare le impronte, prendo taxì e si va alla centrale di polizia, pago 25 € e mi registrano tutti i diti in digitale, a Roma con inchiostro, torno al consolato e mi dicono domani “not possible” se paghi ti diamo ora il visto, con i soldi si fa tutto, 20 minuti e ho visto.

06-10-2014

Mi sono trasferito a Sharja dove c’è il porto, da qua parte la nave per l’Iran, mi presento alla compagnia, in mezz’ora sbrigo tutto, mi dicono domani prima delle una deve essere al porto con la moto, torno in albergo e preparato tutto, faccio bucato poi a cena in un locale afghano.

07/10/2014

La prendo comoda, carico la moto e vado quattro m e sono nel porto, molo 6 dove trovo due camionisti turchi all’ombra, e si la temperatura è proibitiva, parcheggio la moto nella nave, faccio due conti, torno al gate del porto e con un taxi all’albergo, alla reception il signore del Bangladesh è ben lieto di accogliermi di nuovo, almeno sono al fresco.

Alle 6 torno al porto, tutti coloro che vanno in Iran sono confinati in un grande stanzone, si fa la fila per timbrare il passaporto, c’è un signore che non ha soldi per un biglietto contribuisco alla colletta e vengo ringraziato, poi tutti dentro al pulman si va alla nave.

Le donne tutte da una parte gli uomini da un altro mi impossesso di tre sedili, poi vado al bagno e faccio una doccia. Passano la cena che è inclusa nel prezzo. Si salpa sono circa le 22, mi risveglio al mattino in prossimità di Bandar Abbas, prima di scendere vengo invitato a mettere i pantaloni lunghi, lo so ma gli avevo nella moto, il poliziotto ringrazia.

Parcheggiata la moto, e timbrato il passaporto, mi dico si va, non l’avessi pensato passeranno altre 8 ore, tra un ufficio e un altro, facendomi carico di un locale che mi da una mano, avrò fatto un 30 fotocopie, causa una impiegata imbranata che sbaglia la procedura 4 volte, alla quarta, quando mi chiede di che colore è la moto, allento i freni, chiedo ma lei conosce il Carnet? Si mi risponde lo sa leggere, certo allora non lo conosce, il passaporto l’ho già timbrato, lei non è la polizia, faccia il favore di terminare la pratica. Naturalmente tutto in inglese, tutti zitti, interviene un collega che si mette le mani nei capelli, poi il capo che mi aveva messo una firma di persona su un pass, la poveretta inizia a sudare, con il velo di più ma mi è calato il velo sugli occhi. Esco dal porto che è quasi buoi, il signore mi accompagna ad un albergo 50 € sono tanti ma sono cotto.

08-10-2014

Fa caldo saluto il signore del giorno prima che è venuto a salutarmi in albergo. Salgo verso Shiraz, con il passare dei chilometri la strada, prettamente a 4 corsie,  sala di quota ora fa fresco che bello, paesaggio spettacolare, il cartello indica cammelli in strada sono dromedari, una solo gobba, foto come da rituale, poi ancora in sella. Gli iraniani sono curiosi la moto li affascina, ti suonano con il pollice all’insù, i camionisti pure. Un lago salato no non può essere in mezzo ad una pina, e chi mi regge ci metto le ruote dentro, sotto di me il crac della piastrella che si rompe, ancora foto, poi Shiraz, non faccio fatica a trovare l’hotel, cercato  giorni prima con internet, ho un riferimento di 11 anni fa un monumento. Parcheggio il personale è accogliente ma tutto il popolo iraniano lo è, un di loro mi dice ma lei è stato qui in moto? Anni fa, aveva un moto bianca, no non ero io, gialla e te pareva, si quello ero io, il Supertenerè stile cinese, come è picco lo il mondo.

09-10-2010

60 km mi separano da Persepolis, la capitale del regno persiano, non mi dilungo con i cenni storici, di quello che rimane si capisce la grandezza ma anche la regalità. Costruita per stupire i sudditi era suddivisa a settori, i sudditi con regalia salivo l’ Apadana, i rilievi ancora oggi ben conservati, parlano di ingenti doni che venivano portati a  corte, tutte le figure sono di profilo, come nell’antico Egitto, il tridimensionale era sconosciuto.

Persepoli conobbe il massimo dello splendore sotto Serse, per poi, nel 321 AC, essere distrutta dalle truppe di Alessandro Magno, il che non è comprensibile agli studiosi, lui che era per il rispetto delle culture altrui, ma forse il fare bottino per le truppe o per vendicare la distruzione anni prima di Atena da parte di Serse, ha fatto si che di questa città rimanesse solo una parte di quella splendida descritta allora, nei miei passaggi a Persepoli una cosa non mi è piaciuta dalla prima volta, tutti quei vetri a protezione dei basamenti un cazzoto negli occhi. Altri 50 chilometri e sono a Pasargade dove c’è la tomba di Dario il Grande, parcheggio solita folla solito stupore Where are you from? Italy, no now, Australia, what? E giù domande questo è GP

E’ notte quando entro a Esfahan , il mio orientamento non pa una piega, purtroppo all’hotel dove alloggiavo l’anno passato è full, 200 metri e trovo alloggio, il tempo di una doccia e sono in Komeini Square il cuore pulsante della città, è venerdì e il traffico è interdetto. Famiglie sul prato per un pi nic ed io che scatto foto, vengo invitato a sedermi ad essere della compagnia perché no, mille domande anche le più curiose, poi a letto.

10-10-2014

Mi presento con la moto carica per una foto in Komeini Square, non si può è giorno di festa, insisto nulla non resta che andare. E’ sera quando giungo ad Ali Sadr dove sono ubicate le grotte omonime, tra le più belle al mondo, all’unico hotel governativo trovo una comitiva di iraniani tedeschi che mi invitano al loro tavolo, forse mi vedono solo da molto tempo.

I termosifoni sono  a palla, siamo sulle montagne e fa freddo, la temperatura è  cambiata di molto, sprofondo nel sonno.

11-10-2014

Dopo colazione si va alle grotte. La visita si alterna a lunghe  camminate per poi salire su barche da 4 posti trainate da un pedalò a motore umano. Suggestivi alcuni passaggi altrettanto lo è la conformazione delle rocce, l’acqua limpidissima ha ph neutro quindi nessuna forma vivente è presente, la stessa in alcuni punti varia dai 9 ai 13 metri di profondità.

Rientrato in hotel carico la moto e salgo verso nord per Urmie, evito la strada principale, forte anche di una cartina in doppia lingua che mi aiuta a chiedere la direzione. Il bello di tutto ciò che mi ritrovo a vivere situazioni di un quotidiano fatto di cose primordiali come lavorare i campi o case costruite con fango e paglia.

Quando arrivo ad Urmie sono l’oggetto della curiosità di alcuni taxisti, uno di loro mi chiama Hossein che prontamente arriva in moto e mi porta a casa.

Resterò due notti, conoscendo la famiglia e assimilando la vita all’interno delle mura.

12/13-10-2014

Quando mi sveglio sono circa le 10, ne ho fatta di strada, purtroppo sapevo dei km che mi avrebbero portato al confine e quindi da un lato ho pianificato la spesa della benzina, che in Iran costa circa 26 centesimi di euro al litro, dall’altra quella per gli hotel, non ho molti euro avendo dovuto pagare il biglietto del traghetto dall’Emireti con  moneta gli ATM erano tutti senza soldi per la lunga festa che ho citato. In Iran le carte di credito sono carta straccia causa l’embargo internazionale solo cash. Nel pomeriggio con Hossein facciamo un giro lungo il lago omonimo, il secondo al mondo come grandezza, salato, dopo il Mar Morto.

14-10-2014

60 chilometri mi separano dalla frontiera con la Turchia, una ammucchiati di camion, da lato turco stanno costruendo i nuovi stabili, passa un ora e sono di nuovo in moto, solo dopo mi accorgerò che mi hanno rubato il cagnolino trovato a Bangkok, per  me era in icona.

Sono tra le montagne, salite, discese e lunghi rettilinei, strade ottime a 4 corsie come in Iran, senza pedaggio, dormo a Tatavan, piove, gli oltre 30 gradi di temperatura sono un ricordo.

15-10-2014

Smesso di piovere mi dirigo verso Malatya, svolto prima per il Nemrut Dagi, la montagna che conserva un tempio funerario, andato distrutto causa gli agenti atmosferici. Situato a 2150 mt domina tutta la vallata. Arrivo giusto in tempo per scattare 2 foto alla tante teste che rappresentano figure mitologiche e no, poi  torno a vallo per dormire nello spartono Kasmira Hotel, personale lodevole come ospitalità

16-10-2014

Sveglia alle 5 per osservare l’alba al Nemrut, faccio prima a tornare a letto piove solo più tardi salgo di nuovo in moto, approfitto di uno sprazzo di tempo senza nebbia per visitare il luogo, poi di nuovo in sella.

Attraverso 3 passi di montagna oltre i 1800 mt, non sono altezze proibitive, ma siamo sull’altopiano anatolico battuto dai venti del nord, piove e fa freddo, ho dovuto riesumare tutto l’abbigliamento invernale usato all’inizio del viaggio in Australia.

Quando metto le ruoto a Urgup, Cappadocia, sono prossimo al tramonto, il sole mi regala uno scenario bellissimo, poi Goreme il museo all’aperto, destinazione Happydocia, una guest house gestita da 2 ragazzi funny, simpaticissimi e stravaganti, come andiamo d’accordo.

17-14-2014

L’intenzione è quella di fare un volo in Mongolfiere, ma piove e tira vento, ne approfitto per sistemare tutto il materiale fotografico e video, ingente come archivio, fortuna mia che ho dietro hard disk, in Italia si sta completando il libro, che sarà fotografico, grazie ad quel eclittico di Emanuele Fiaschini, un genio della grafica.

18-10-2014

Si va ad Istanbul, il contackilometri è oltre i 27000 km da quando sono partito da Perth.